Martedì, 22 Aprile 2008 13:58

Il mio 68 tra politica,alcol e tanto hascish

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Ciao a tutti!!
Eccovi un intervista di Gianni Mauro pubblicata sul "Corriere del Mezzogiorno" (inserto della Campania del "Corriere della Sera"), domenica 20 Aprile 2008:

 

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Articolo

L'intervista Il fondatore dei Pandemonium e la sinistra
Gianni Mauro: << Il mio '68 tra politica, alcol e tanto hascish >>
<< Un libro per gli amici che non ci sono più>>
di Gabriele Bojano

SALERNO- A 58 anni ha deciso di prendere la patente. Una nuova vita per Gianni Mauro, eclettico artista salernitano, fondatore del gruppo teatral-musicale I Pandemonium, che di vite diverse e confliggenti tra loro ne ha già almeno due alle spalle. Stasera (ore 18.30) torna ad esibirsi nella sua città: al teatro Bis è di scena in << Aiuto!! Mi si è aperto il rubinetto dell'anima!!>>, ispirato all'omonimo libro di <> che ha pubblicato recentemente. Prima però di essere l'autore preferito di Gigi Proietti, con cui collabora da anni, e il precursore delle canzoni demenziali con << Tu fai schifo sempre>>, Gianni Mauro ha vissuto a Salerno in prima persona la stagione dell'impegno politico. Che è pronto a raccontaci in un libro, << Cercando nel vuoto disperatamente>>.
Si parla del '68 in questi giorni a Salerno, c'è una mostra a Santa Sofia, si è svolto un convegno...
<< Sì, l'ho saputo. Nessuno mi ha invitato, eppure credo di essere stato uno che l'ha vissuto il '68, uno dei più tosti...>>
Da dove è partito il suo impegno politico?
<< Non ci crederà, dalle Acli. Mi ritrovai con alcuni amici come Pino Acocella, Sabato Fusco, Gerardo Giordano e Roberto Gugliucci a far parte dell'associazionismo cattolico. Poi, dopo 5-6 mesi lasciai e aderii con Raffaele Venturini e Franco Eletto a Lotta Continua. Mi colpì lo slogan 'Riprendiamoci la città'>>.
Con lei c'era anche Antonio Casella...
<< Eravamo legatissimi, una grande storia di amicizia, di ubriacatura e di fumo assieme. Antonio era riuscito a costruirsi una famiglia, lavorava al tribunale, però di tanto in tanto gli tornava il passato addosso. E fu in un momento di avvilimento che cedette per l'ultima volta all'eroina>>.
Anche un altro suo grande amico è finito così, Mimmo D'Andria.
<< Gli diedero una dose tagliata male e lo trovarono morto in un portone. Quando me lo disse mio fratello Enzo io non volevo credergli, mi misi a piangere>>.
Come hai fatto a non restare vittima anche lei della droga?
<< Io fumavo hascish e bevevo. Tre litri di vino al giorno e poi di tutto: cognac,vodka,whisky,birra. Prendevo anche calmanti, ero un nevrotico creativo. Per venti anni ho fatto vita sregolata, oggi bevo solo acqua. Ero amico dei delinquenti, dei vagabondi... Accanto a me avevo spesso compagni che si facevano l'Lsd oppure si bucavano chiedendomi di stringergli il laccio. Io sono un sopravvissuto, bastava un attimo e...>>
Faceva a botte con i fascisti?
<< Come no. Una volta fummo attaccati nella sede del Manifesto, avevano le bombe molotov. Quante botte al Corso! C'era un casino di persone e non capivi se le davi al tuo compagno o al camerata. Con Antonio Casella una volta fermammo un fascista con una tanica d'olio. Noi credevamo che fosse benzina, lui negava e alla fine gli versammo tutto il contenuto della tanica per strada>>.
Mai finito in prigione?
<< No, ma credo di essere stato schedato dalla polizia politica. Come tutti. Eravamo diventati quasi amici con un poliziotto che chiamavamo "capa c'a' sugna" perché aveva i capelli attaccati con la brillantina>>.
In questo contesto matura l'omicidio di Carlo Falvella. Lei era amico dell'assassino, Giovanni Marini?
<< Parlerò molto di lui nel libro che sto scrivendo. All'epoca stetti male per quello che accadde: Giovanni era un ragazzino, quell'omicidio fu un fatto politico, fu una montatura. Ed io uscii dal movimento perché ero un idealista e un non violento>>.
Alcuni dei suoi compagni furono poi gli esecutori della strage dei militari a Torrione e dell'omicidio del giudice Giacumbi. Lei dov'era allora?
<< Mi ero già allontanato da tempo da loro, vivevo ormai a Roma. Sapevo però che c'era un gruppo di sbarbatelli che voleva imitare le Brigate Rosse senza avere teste pensanti, senza gente in gamba>>.
E' vero che quando cominciò a cantare qualcuno gridò al tradimento?
<< Quando incisi per la Rca il mio primo 45 giri da cantautore, << Lunedì >>, fui contestato all'università da un gruppo di compagni che mi considerava un venduto. eppure io credo di non essere mai venuto meno all'impegno politico>>.
Neanche quando al Festival di Sanremo 1979 portò << Tu fai schifo sempre>>?
<< Quella canzone per me è il manifesto scellerato di una generazione allo sbando. Non avrei mai immaginato che oggi saremmo andati oltre lo schifo>>.
E' vero che è stato compagno di scuola del sindaco De Luca?
<< Abbiamo fatto le elementari assieme, era un bambino tranquillo. Poi ci siamo ritrovati perché ha abitato nel palazzo in cui viveva mia madre. Non ci vediamo da un sacco di tempo, a Roma ho tanti miei amici che lo stimano pur non conoscendolo>>.
Oggi a Salerno chi fa schifo sempre?
<< I vecchi compagni che si sono integrati per smania di potere o addirittura passati dall'altra parte, dimenticando il '68. Io volevo dare una mane per cambiare le cose, altri invece hanno fatto carriera>>.

Gruppo

Nella foto ad inizio articolo Gianni Mauro è il secondo a sinistra con i baffi, mentre nella foto storica qui su, è il primo a sinistra con Antonio Giordano, Mario Giordano e Antonio Casella. (Foto Archivio Giordano)

Letto 15248 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Settembre 2013 14:41