Venerdì, 01 Maggio 2009 12:39

QUANTO DOLORE!! QUANTO SANGUE DI POVERA GENTE!! RICORDANDO IL 1 MAGGIO. "PORTELLA DELLA GINESTRA!!!"

Scritto da  Gianni Mauro
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IL 1° MAGGIO FESTEGGIA UN DIRITTO(LE 8 ORE LAVORATIVE) ACQUISITO COL SANGUE!! MA VERAMENTE I LAVORATORI A DISTANZA DI PIU' DI 100 ANNI HANNO ACQUISITO TALE DIRITTO?? E SE E' LA FESTA DEI LAVORATORI, PER I DISOCCUPATI, I SOTTOCCUPATI, I LAVORATORI IN NERO(CHE ANCHE SE NON SONO FASCISTI SONO PERENNEMENTE IN NERO) E PER GLI EMARGINATI, I CASSINTEGRATI.....CHE CAZZO DI FESTA E??'
Ma perché è stato scelto proprio il primo maggio? Il primo maggio del 1867 viene organizzato negli Stati Uniti, a Chicago, il più grande corteo mai visto per le strade di una città americana: diecimila lavoratori sfilano per sancire l'entrata in vigore di una legge, approvata l'anno prima nello stato dell'Illinois, che introduce la giornata lavorativa di otto ore. ''Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire'' è lo slogan della proposta, scaturita dal congresso della Prima Internazionale a Ginevra, nel 1866, per la quale si battono soprattutto le organizzazioni sindacali americane. E' proprio la 'Federation of organized trades and labour unions' a indicare il primo maggio 1886 come data limite oltre la quale i lavoratori americani si sarebbero rifiutati di lavorare per più di otto ore quotidiane. Quel giorno, infatti, 400 mila lavoratori in 12 mila fabbriche degli Stati Uniti incrociano le braccia.
Scioperi e manifestazioni si moltiplicano nei giorni successivi in diverse città americane e la tensione diventa sempre più acuta. La polizia apre il fuoco sulla folla, molte sedi di organizzazioni sindacali sono chiuse e i dirigenti arrestati. I disordini più gravi hanno luogo a Chicago, dove otto esponenti anarchici sono condannati a morte: per due di loro la pena è commutata in ergastolo, uno viene trovato morto in cella e gli altri quattro impiccati l'11 novembre 1887. Saranno ricordati come i 'martiri di Chicago', simbolo della lotta per le otto ore, nella stessa giornata ad essa dedicata, il primo maggio.

A partire dal primo maggio 1890, quando, per la prima volta, si svolge una manifestazione simultanea in tutto il mondo, come l'anno prima aveva deciso il congresso della Seconda Internazionale per rivendicare il diritto di tutti i lavoratori alla giornata di otto ore. ''Una grande manifestazione -era stato previsto- sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti Paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore''. Un evento replicato nel 1891 e, nello stesso anno, ufficializzato come ''festa dei lavoratori di tutti i Paesi''.

Anche in Italia, come in altri Paesi, le prime feste dei lavoratori si celebrano, tra tumulti e repressioni, a partire dal primo maggio 1890. Inizia, così, la tradizione del primo maggio. Le otto ore, la cui conquista è festeggiata dai lavoratori metallurgici il primo maggio 1919, lasciano il posto ad altre richieste. Il primo maggio 1898 coincide con i moti per il pane, mentre nei primi anni del Novecento prevale la rivendicazione del suffragio universale e la protesta per la partecipazione dell'Italia alla guerra mondiale. Ma, nel ventennio fascista, la ricorrenza è soppressa e fatta coincidere con la celebrazione del 21 aprile, in occasione del Natale di Roma. La festa del lavoro diventa, quindi, 'sovversiva'. Un'occasione per esprimere in forme diverse (dal garofano rosso all'occhiello alle scritte sui muri, dalla diffusione di volantini alle riunioni in osteria) l'opposizione al regime.

Il primo maggio torna ad essere festa del lavoro nel 1945. Due anni più tardi, nel 1947, con l'eccidio di Portella della Ginestra si scrive la pagina più sanguinosa. La banda di Salvatore Giuliano fa strage tra i duemila contadini siciliani riuniti per difendere, contro i latifondisti, il diritto di occupare le terre incolte. La pista del delitto politico viene esclusa dall'allora ministro dell'Interno, Mario Scelba, ma poi rivendicata dallo stesso Giuliano. Nel 1950, il bandito viene ucciso dal suo luogotenente, Gaspare Pisciotta, a sua volta avvelenato in carcere nel 1954, dopo aver preannunciato rivelazioni su eventuali mandanti della strage.
 
Gianni Mauro
Letto 3427 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Settembre 2013 14:41