Lunedì, 17 Agosto 2009 10:19

Articolo su Gianni Mauro da "Cronache del Mezzogiorno"

 Articolo tratto dal quotidiano di Salerno "Cronache del Mezzogiorno"

 Rubrica: " In punta di penna " 

 di Alfonso Sarno

 Articolo su Gianni Mauro

                                  (clicca sull'immagine per ingrandire)

Un sogno diventato realtà, la splendida carriera artistica di Gianni Mauro

Sembra, e forse  è preistoria, ma alla metà degli anni Settanta non esistevano talent-show e chi voleva affermarsi nel mondo dello spettacolo si affidava a serate nelle balere, ai concorsi per voci nuove ed alla cassettina, male, molto male registrata, che con tanta speranza inviava alle case discografiche. Cosa che fece, trentaquattro anni fa, Gianni Mauro.
Il risultato? Dall'oggi a domani lasciò Salerno per trasferirsi nella capitale, a Roma, con tanto di contratto come autore della Rca Italiana, sicuramente la più importante etichetta del momento. Quella, per intenderci, per cui incidevano Gianni Morandi, Rita Pavone, Patty Pravo, Nada, Gabriella Ferri e che allevava nel suo vivai giovani artisti che hanno segnato la storia della musica italiana: da Lucio Battisti a Riccardo Cocciante, da Francesco De Gregori ad Antonello Venditti, da Renato Zero a Rino Gaetano. "Renatino era magrissimo ed estroso", ricorda Mauro, "folle e sopra le righe. Si accompagnava a Lucy Morante. Li incontravo nel bar della Rca, negli stabilimenti sulla via Tiburtina. Un luogo diventato mitico, cult, dove era possibile prendere un caffè a fianco di Ennio Morricone o di Franco Migliacci". Posto fatato per un ragazzo che  fino a pochi mesi fa si limitava a fantasticare, leggendo sui giornali, amori, storie e vicende dei big della musica leggera. "Sì, stavo tra le nuvole. La mia mente viaggiava a cento all'ora. Vivevo a Roma, lavoravo per la più importante casa discografica, tenevo riunioni con manager, cantanti, musicisti. Sentivo di trovarmi nel mio ambiente naturale". Un sogno che continuò grazie a Gabriella Ferri che gli incise alcune canzoni. "Fra queste "Lunedì" che ebbe ed ancora ha un grandissimo successo in Brasile e. Quando Gabriella mi chiese di scrivere per lei non sapevo se ero sveglio o sognavo. Con lei poi feci una tournée e lavorai per sei mesi al Sistina . Subito dopo iniziai a lavorare con Gigi Proietti".
 

Ma fu nel 1978 che Gianni Mauro svoltò veramente l'angolo. Già, dietro l'angolo l'aspettava Rino Gaetano che cercava quattro musicisti che dovevano accompagnarlo nell'esecuzione di "Gianna", in gara al Festival di Sanremo. Un coretto-tarantella. Pochi versi: "Ma dove vai, vieni qua ma che fai, dove vai, con chi ce l'hai..." che divennero immediatamente un tormentone, fatti propri da giovani in bilico tra la pastasciutta di mammà e tendenze esterofile. Un Sanremo non eccezionale, targato Ravera, con pubblico, stampa e Rai scarsamente interessati, rari  big e poche canzoni rimaste nella storia della canzone. "Gianna" fu una di queste. "Per me", continua Mauro, "furono giorni indimenticabili. Mi scelsero perchè, dissero, che assomigliavo ad un barbone...  Essere sul palco dell'Ariston, insieme con Rino - artista che merita ancora di essere veramente riscoperto -  mi elettrizzava. Una scossa di adrenalina che riprovai l'anno dopo quando, con i Pandemonium, mi piazzai al decimo posto con "Tu fai schifo sempre", una canzone surreal-demenziale che ha dato l'imprimatur al gruppo".

 

Un gruppo, oggi denominatosi Gruppo di teatro-canzone, che divenne una presenza fissa nelle radio private, dando  anche un contributo dignitoso ai bilanci della casa discografica e partecipando ai più importanti show televisivi . "Sembravamo, sembravo il pastore delle meraviglie: davo del tu ai Camaleonti, la gente mi fermava per la strada, mi abbracciava, mi faceva le richieste più assurde". Come la signora che gli chiese di intervenire perchè la televisione "da qualche giorno non funziona bene. Ci sono  delle strisce ed va su e giù". Questioni di feeling con un pubblico, che ieri come oggi, è sempre un po' distratto. "Venivamo confusi con altri gruppi come gli Armoinium, i Delirium, la Schola Cantorum...Lo stesso successe a Rino che, nel corso di una serata, venne presentato come Mino Reitano.." "Per fortuna", continua, "abbiamo uno zoccolo duro di pubblico che non ci ha mai abbandonato e ci segue sempre con affetto sia quando - come nel 1981 con "Fatte curà" partecipammo al Festival di Napoli e nel 1990 con "Canzone scartata" vincemmo il festival della canzone comica di Viareggio - sia  quando giriamo per teatri". Perchè oggi l'impegno predominante dei Pandemonium è rivolto al teatro: "Siamo considerati gli eredi del Quartetto Cetra, a cui abbiamo dedicato uno spettacolo "In quel vecchio palco della Scala".  In un altro fortunato spettacolo abbiamo rivisitato la scuola dei cantautori genovesi e, a febbraio 2010, saremo con Carlo Molfese al Teatro dell'Angelo di Roma con "Memorie di un impresario".  

 

La polvere del palcoscenico ha ormai intriso pelle ed abiti (sempre surreali) di Gianni Mauro. "Ho avuto la fortuna di lavorare con i mostri sacri  come Gigi Proietti, Gino Bramieri, Pippo Franco che cura la regia dei nostri spettacoli. Ricordo una replica del "Gaetanaccio" con Proietti. Impersonavo un cardinale. Gigi che era Gaetanaccio stava porgendo la battuta al Papa, impersonato da Riccardo Billi. Il poverino non riusciva a rispondere perchè gli si era staccata la dentiera...."

 

Aneddoti di quasi quarant'anni si festival, gioie, delusioni, nottate in auto, tetri, feste patronali. Quarant'anni davanti e dietro le quinte. "E' vero canto con i Pandemonium, dove tra gli altri c'è stato anche Amedeo Minghi, ma non ho mai tralasciato la mia attività di autore". Che lo ha visto impegnato in "Un medico in famiglia", nelle colonna sonora del "Bisbetico domato", film di successo interpretato da Adriano Celentano  e che lo vede ancora a fianco di Gigi Proietti. Conservando intatta la voglia di stupire. "Canto malinconico", brano scritto per Vittorio Marsiglia è diventato, grazie ai passaggi di Pippo Pelo su Radio Kiss Kiss l'ennesimo tormentone. A tutto questo si aggiungono tre libri (ultimo "Il libretto rosso del pensiero di 'Mau' ro") che hanno avuto un buon riscontro e che lo hanno riportato nella sua Salerno "Veramente cerco sempre di non stare troppo lontano. Dal 1999 al 2002 sono stato direttore artistico delle manifestazioni organizzate dal Comune di Vietri sul Mare che, fra parentesi, mi ha premiato per ben due volte, per la mia carriera. Lo stesso ha fatto il Comune di Mentana. Dopo dieci anni sono ritornato in sala di incisione con i Pandemonium. Stiamo preparando un disco con brani degli anni '20 e '30 rivisitati ed altri nuovi. Continuiamo a giocare con il pentagramma, a scrivere canzoni, a riarrangiarle, reinterpretarle con humor rendendole a volte esageratamente sceme. Questa è la filosofia mia e dei Pandemonium".

 

 

Letto 10542 volte Ultima modifica il Venerdì, 04 Ottobre 2013 23:20